Learning – Raniero Regni

05 Nov 2015
10:15

Learning – Raniero Regni

Montessori for Childhood: a Solved Complexity

Medieval theologists philosophized that simplicity guarantees truth. This form of simplicity reached by St. Francis of Assisi was due to his inner saintliness and poetic nature. It had nothing to do with overcoming slovenliness or superficiality.
The Montessori school philosophy is simple, but not easy at all to implement. As Brancusi said, “Simplicity is a solved complexity”.
The child is father of the man and is the maker of humankind. This is not a metaphore, it is true word for word. Montessori first discovered the infinite complexity of the mind and brain of a child and how it expands through actions. She called it absorbent mind.
According to current neuroscience, it is the most complex and powerful thing ever created and needs simplicity to flourish.
That little hand that goes towards things is the organ of intelligence, it takes and leaves objects, points with the finger; these simple movements are evolutionary springs into the human genesis that merit our respect.
If an educational environment aims to encourage children to act in a spontaneous way, then nothing can be improvised there. In a Montessori location everything appears simple and elegant but is in fact arranged to help the child learn on his own.
The simplicity of Montessori is concealed in the attention to detail. The grace of constructive triangles, as with other developmental materials, allows the mind and hand
of the child to do more with less, laying the foundations for his future knowledge as opposed to electronic games with which he learns to do less with more by putting together the high definition of the media with the low definition of the message.
Simplicity allows concentration, and concentration is the mother of thinking and mindfulness.
The simplicity of Montessori seeks the essential in actions, words, materials and environment, in order to let children grow up in a happier way than their parents did.


Montessori per l’infanzia: una complessità risolta

“La semplicità è la garanzia della verità” , dicevano i teologi medievali. Quella semplicità altissima a cui è giunto Francesco d’Assisi non ha nulla a che vedere con la semplicioneria e con la superficialità, è tutt’uno invece con il suo sorriso interiore di santo e poeta.
Montessori è semplice, ma tutt’altro che facile. Come diceva Brancusi, “La semplicità è una complessità risolta.”
Il bambino è il padre dell’uomo e il costruttore dell’umanità. Non è una metafora ma è vero alla lettera. Montessori ha scoperto per prima l’infinita complessità della mente del bambino e del suo cervello che si vanno costruendo nell’azione. La chiamò mente assorbente e, secondo le neuroscienze di oggi, è la cosa più potente e complessa che sia stata mai creata ed ha bisogno di semplicità per essere aiutata. Quella piccola mano che va verso le cose è l’organo dell’intelligenza, prende e lascia oggetti, indica con il dito; questi semplici gesti rappresentano salti evolutivi nella genesi dell’essere umano che meritano tutto il nostro rispetto.
La spontaneità è il contrario dell’improvvisazione. Nell’ambiente Montessori tutto è studiato, ma anche semplice ed elegante, per aiutare il bambino a fare da solo.
La semplicità montessoriana si nasconde nella cura dei dettagli: la purezza dei triangoli costruttori, come di altri materiali di sviluppo, permettono alla mente e alla mano del bambino di fare molto con poco, mettendo le basi dei saperi futuri al contrario dei giocattoli elettronici che fanno poco con molto e all’alta definizione del mezzo fanno coincidere la bassa definizione del messaggio.
La semplicità permette la concentrazione, quest’ultima è la madre del pensiero e della mindfullness. Nei gesti, nelle parole, nei materiali, nell’ambiente, la semplicità
montessoriana cerca l’essenziale ecco un sinonimo di semplicità, che sta tra l’eccesso e la carenza affinché i bambini diventino adulti meno infelicemente dei loro genitori.