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Ott

Three Different Types of Sharing

Introducing You the First Three Speakers of TEDxAssisi

Into the context of social media, sharing is an usual action. Sharing is also the term chosen by TEDxAssisi as a Macro Area to develop one of the many meanings of the return to simplicity, but its meaning is not so immediate to comprehend.
We have chosen three speakers who apply this concept in three different ways, all connected to research and technology
(not a casual thing, don’t you think?).
We have asked them to sum up the Talk that they are going to bring on the stage next 5th November; we think that their words can convey their successful experiences better than any other text.
According to the speakers of TEDxAssisi, to share means to use open systems for innovation, to be curious in order to promote culture spontaneously and jointly and to talk about science transmitting the passion that goes beyond the research.

Sonia Montegiove – Sharing, in the Manner of our Forefathers, is the Simplest Way to Innovate

(Read Sonia Montegiove’s bio)

Our forefathers lived cooperatively in a culture of simplicity. They joined forces to achieve larger goals than could be attained individually so that the whole was more than the simple sum of the parts. People shared their best ideas, supported each other in hard times, and recycled and restored material possessions rather than trashing them.
While still living in this culture of simplicity (both socially and economically), we were introduced to the fascinating world of technology as it was developed in advanced parts of the world. We adapted to technology and installed proprietary programs because they were ready made and easy to use but we didn’t really understand deeply how they worked. This led to a profound change in our manner of working together and we lost a great deal such as the feelings of success and failure that go with working on a project from scratch and understanding what the end result is based on. There was no longer collaboration, sharing, reusing resources, learning from others, and coming up with solutions. We ended up working in isolation.
To return to simplicity means to start again sharing resources and knowledge, to follow the example of our forefathers, to collaborate, share, reuse and recycle, learn from others and find solutions. In effect to readopt the attitudes that belonged to them. By recovering these values we will be able to innovate and to be competitive because we will be more aware of the technological processes of the software that we use.

Marianna Marcucci – Curiosity is an Attitude

(Read Marianna Marcucci’s bio)

Life is full of change which can be frightening and destabilizing. However, if you stay curious, open to the new, and willing to learn and if you persevere and work diligently and patiently to achieve your goals, you can adapt to the world and face change without fear.
Always look for possibilities. Be curious and willing to take risks. You may fail but maintaining a curious attitude is how you overcome fear, learn and ultimately succeed.
Thanks to the digital revolution we have a unique opportunity to improve the world. How can we encourage people to let go of their fear of change and participate in this revolution? How can we redesign culture by co-creating cultural contents through the proactive participation of visitors in their cultural heritage and life-cycles of communication?
Communication in the digital context is more fragile than it appears. The process requires that a sender and receiver use compatible technologies which evolve quickly, differently, and continuously. Moreover, it requires them to cultivate a similar mindset or the ability, the wisdom, and the will to deeply understand each other. This may prove difficult since Cultural Heritage is by nature highly intangible and leaves room for extremely personal interpretations. But it can be managed if people stay curious about their potential to be transformed and transformational.

Cristina Rigutto – The Economist in the Ivory Tower

(Read Cristina Rigutto’s bio)

I have a different approach to science communication because I studied economics. Simplicity in communication is not just a matter of language but it also concerns the simplicity of the person.
I’ve tried to explain to the scientists I have met that the transmission of information is not enough, they must also transmit who they are and what they love. Transmitting the passion they have for their work is every bit as important as sharing the results of their research: sharing the steps they took to move forward, their failures, their frustrations, and the joys of success are as important as the final results.
Only by sharing these steps can they explain what the research really consists of and as a result people can accept it, create a connection with the researcher, and spread the ideas. This will not necessarily make citizens wise but it will help them to better understand the applications and implications of the different studies of research and how they could apply to bring about change in their lives for better or worse.

More Macro Areas and speakers are coming in the next days together with the tickets. Stay tuned and subscribe to the newsletter of TEDxAssisi.

(Featured image courtesy of Ben Grey)

Ecco i primi tre speaker di TEDxAssisi

Con l’avvento dei social media la condivisione è diventata un’azione abituale, ma questo termine, scelto da TEDxAssisi come macroarea tematica per sviluppare uno dei tanti significati del ritorno alla semplicità, non è così immediato da comprendere.
Abbiamo scelto tre speaker che applicano il concetto in tre modi diversi, tutti collegati alla ricerca e alla tecnologia (e non può essere un caso).
Abbiamo chiesto loro un riassunto dei Talk che porteranno sul palco di TEDxAssisi giovedì 5 novembre; pensiamo che le loro parole raccontino le loro esperienze meglio di qualsiasi altro testo.
Condivisione secondo gli speaker di TEDxAssisi è usare sistemi aperti per favorire l’innovazione, essere curiosi per promuovere la cultura in modo spontaneo e collettivo e raccontare la scienza trasmettendo la passione che va oltre la ricerca.

Sonia Montegiove – La condivisione: dai nostri nonni il metodo più semplice per innovare

(Leggi la bio di Sonia Montegiove)

Innovare riscoprendo la semplicità è una sfida che trae ispirazione dalla cultura contadina, quella che portava le persone a condividere ciò che di meglio avevano, a unire le forze per affrontare le difficoltà, a creare un tutto che fosse più della somma delle semplici parti, a non buttare nulla e a ridare vita a ogni piccolo oggetto posseduto.
La cultura della semplicità è quella con la quale siamo cresciuti fino a quando non ci siamo lasciati affascinare da un mondo apparentemente più bello, un mondo di grandi multinazionali lontane da casa nostra in grado di proporre cose che sembravano impossibili da costruire qui.
Così è stato per i software che abbiamo installato sui nostri computer: siamo cresciuti (e abbiamo cresciuto i nostri figli) a pane e programmi proprietari, rinunciando a conoscere come si sviluppa un software, alle difficoltà e alle gioie legate alla nascita e alla crescita di un progetto.
In questi anni abbiamo rinunciato a collaborare, condividere, riusare, imparare da altri, trovare soluzioni. Tutte cose che possiamo recuperare tornando alla semplicità, scegliendo software liberi e adottando un modello di innovazione aperta.

Marianna Marcucci – La curiosità è un atteggiamento

(Leggi la bio di Marianna Marcucci)

Un cammino fatto di cambiamenti può destabilizzarci, ma se siamo aperti al nuovo e perseveranti nel raggiungere i nostri obiettivi possiamo affrontarli senza paura.
Dobbiamo essere curiosi e assumerci dei rischi, incluso quello di poter fallire, ma cercando sempre nuove possibilità.
Grazie alla rivoluzione digitale abbiamo un’opportunità unica per migliorare il mondo. Come possiamo incoraggiare le persone a partecipare a questa rivoluzione?
Come possiamo riprogettare la cultura co-creando contenuti culturali attraverso la partecipazione proattiva dei visitatori nel ciclo di vita della comunicazione del patrimonio culturale?
Nel contesto digitale la comunicazione è più fragile di quel che sembra. Il processo richiede che mittente e destinatario usino tecnologie compatibili, mentre queste cambiano velocemente, continuamente e in modi differenti. Richiede inoltre di avere mentalità simili, o almeno la capacità, la saggezza, la volontà di comprendersi a pieno l’un l’altro.
Questo potrebbe rivelarsi difficile se abbiamo a che fare con il patrimonio culturale, che è per sua stessa natura intangibile e lascia quindi spazio a interpretazioni molto personali.
Ma possiamo farcela mantenendo viva la curiosità sulla nostra capacità di trasformare ed essere trasformati.

Cristina Rigutto – L’economista nella torre d’avorio

(Leggi la bio di Cristina Rigutto)

Ho avuto una formazione economista, cosa che mi ha spinto ad avere un approccio diverso alla comunicazione scientifica. Per me la semplicità nella comunicazione non sta solo nella semplificazione del linguaggio, ma abbraccia anche la semplicità della persona nella sua interezza.
Ho cercato di far capire agli scienziati che ho incontrato che non basta trasmettere le informazioni, bisogna trasmettere anche ciò che si è, ciò che si ama. È importante trasmettere la passione per il proprio lavoro e condividere ciò che succede mentre si fa ricerca, condividere passi in avanti e fallimenti, gioie e frustrazioni, oltre al risultato finale di una ricerca. Solo condividendo un percorso si riesce a far capire cos’è la ricerca, a far sì che le persone ne accettino l’incertezza e soprattutto a creare connessioni tra il ricercatore e il pubblico che ne facilitino la condivisione; questo aiuta il cittadino non tanto a diventare un sapiente sull’argomento, ​ma a capire applicazioni e implicazioni dei diversi studi di ricerca, cioè come questi potrebbero cambiare in meglio – o in peggio – la sua vita.

In arrivo nei prossimi giorni altre aree, altri speaker e, finalmente, i biglietti. Iscriviti alla newsletter di TEDxAssisi per non perdere nessun aggiornamento.

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